WoW Shard or not? Il mio pensiero

Possiamo girarci attorno e fare mille concioni a riguardo, e questo articolo sarà l’occasione per farlo, ma dobbiamo anche provare a staccare un po’ il nostro lato ludico e ragionare come ragionerebbe una qualsiasi società dotata di persone che fanno le notti su un codice, su dei modelli 3D, su immagini e assets di vario genere e che spende milioni di dollari sia nello sviluppo sia nel QA (Quality Assurance) dei sui prodotti. Probabilmente a volte ci sfugge quanto sia enorme, solida e complessa l’infrastruttura Blizzard dove Battle.net ne è la base e WoW una delle strutture appoggiate. Tutto questo ha richiesto anni e anni di ricerca, di righe di codice scritte, disfatte e riscritte, e richiede tutt’ora una forza lavoro gigantesca 24/7. Il tutto c’è e rimane su perché l’azienda copre le spese e ha il ritorno economico che gli permette evoluzione, sviluppo e studio su vecchi e nuovi progetti.

Tutto questo per giustificare il fatto che, se arriva un gruppetto di talentuosi ragazzi con la voglia di fare retro-enginnering e, in pratica, “fregano” il codice, la grafica, i modelli 3D e tutto il resto, per montarlo su un server qualsiasi, offrendo un prodotto che, di fatto, NON hanno creato/ideato loro, gratis et amore dei, beh… a chiunque darebbe parecchio fastidio. A prescindere da cosa ci fai girare. Se tutti ragionassero in questo modo allora anche Adobe potrebbe rendere gratis una delle tante versioni di Photoshop (quelle vecchie). Ma non lo fa e non lo farebbe MAI per una serie di motivi tutti più che legittimi. Idem Blizzard.

Gli Shard sono illegali… copiare/utilizzare/modificare materiale (codice, modelli 3D, musica, immagini) coperto da copyright SENZA l’autorizzazione del detentore dei diritti, è vietato e perseguito OVUNQUE. Riguardo a WoW c’è scritto anche nell’NDA del contratto che tutti noi abbiamo firmato quando abbiamo creato il nostro account. Se Blizzard non perseguisse qualsiasi tipo di Shard, anche uno (se si potesse fare) che offrisse, che ne so, le sole pet-battle, sarebbe come se legittimasse la possibilità di fregarle i diritti d’autore. L’immagine verso chi ha sempre sostenuto l’azienda dal punto di vista “pulito” e “onesto” sarebbe fortemente compromessa…

Quindi IMHO è stato deontologicamente corretto chiudere Nostalrius, e sarebbe altrettanto corretto chiedere a chiunque abbia aperto e stia gestendo uno Shard, di chiuderlo immediatamente. Non è dittatura. È uno “stato di diritto”. Non si scappa.

Per essere più preciso e spiegare meglio cosa intendo provo a fare un esempio più diretto e “pratico”.

Mi chiamo Giovanni e produco un servizio che marchio con il mio logo GIOVANNICORP. Arriva un gruppo di sconosciuti, prende il MIO prodotto, prende il MIO logo e lo da ad altrettanti sconosciuti in forma gratuita. E’ un prodotto vecchio ma io c’ho speso tempo, speranza, forza, energie e tanta tanta passione per svilupparlo. Io, Giovanni, ho il SACROSANTO diritto di incazzarmi e chiedere che questi sconosciuti a cui io non ho mai chiesto né dato niente, di smetterla di prendere ciò che non hanno fatto loro fregiandosi addirittura del MIO logo e del mio know-how. Loro lo hanno “rubato” in poche ore e “rimesso in circolo” in altrettanto, mentre io c’ho lavorato mesi, perso/investito soldi e passato le notti in bianco per la paura che fosse un buco nell’acqua. Loro non possono e non devono usarlo. Io ho l’autorità e la libertà di reclamare i miei diritti, tra qui quello (irrinunciabile) di pretendere il rispetto per la mia proprietà intellettuale.

Hanno 10 follower? Ne hanno 100.000? Non conta… il concetto è lo stesso. Il prodotto non è loro e se avessi la malaugurata idea di concedergli questo furto, poi perché non dovrei concederlo ad altri ‘n’ ragazzi in vena di “furti legalizzati”? I numeri sono solo la conseguenza di un’azione sbagliata… tanti o pochi non contano. E’ chiaro che Blizzard non può muoversi per strutture con 10 utenti altrimenti perderebbe soldi solo per perseguire tutte questi “micro-furti”… Inoltre Blizzard è sempre e comunque nel pieno diritto di scegliere sia il come che il QUANDO incazzarsi. Potrebbe non farlo mai (o sporadicamente) o decidere di farlo ad ogni episodio che ritiene perseguibile. Incazzarsi è un suo diritto. 😀

WoW non è pubblico dominio e nemmeno battle.net. Non si scappa… e non ci sono “afflati” rivoluzionari che possano giustificare eventuali azioni contrarie a questo diritto…

Il discorso scelta degli utenti è un’altra cosa… Giocare pulito o meno è una scelta ed essendo tutti cittadini liberi, abbiamo il cosiddetto “libero arbitrio”. Lo abbiamo religioso e lo abbiamo anche “laico”. 🙂

La libertà di scelta è una conquista e un diritto imprescindibile, conquistato a volte anche col sangue, nei secoli. Possiamo scegliere quale religione, quale partito/fazione, ma anche tra il bene e il male. È la NOSTRA coscienza che ci deve guidare nella scelta… Tutto questo, messo in maniera più soft, si applica anche nella nostra vita digitale; i film, la musica, i giochi.

Possiamo scegliere se comprare un CD musicale, o scaricarlo legalmente, oppure cercare un torrent e prenderlo in maniera illegale. La legislazione attuale non è in grado di perseguire TUTTA la “detenzione” illegittima di materiale coperto da copyright in forma privata (che rimane illegale) ma l’utilizzo o la diffusione in pubblico e/o la (ri)vendita di questo materiale sono FORTEMENTE perseguite, anche a livello internazionale. Quindi l’utente “tipico” dello shard non rischia nulla e non si può neanche dire sia colpevole di chissà quale reato, anche perché spesso è conscio che l’esperienza di gioco non è mai perfetta, che dovrà beccarsi bug e difficoltà di vario genere e che, in breve tempo, potrebbe stancarsi e cambiare aria. Giocare gratis è spesso allettante e per molti è una comodità perché (libero arbitrio docet) liberi di scegliere come investire anche solo i 13 euro della subscription “regolare”. Quindi, in definitiva, il processo vero e proprio non andrebbe fatto agli utenti, ma bensì agli “offerenti” del servizio. Blizzard non ha una sede italiana (solo un ufficio marketing che si occupa della parte promozionale in forma locale) ma se ce l’avesse potrebbe TRANQUILLAMENTE (sempre con i tempi e i modi che meglio crede) chiedere alla polizia postale di fare un po’ di repulisti. E se intervenisse in questo modo, sarebbero “uccelli per diabetici” per molti degli admin di questi server. Le multe sono salatissime e in alcuni casi si rischia pure la detenzione. Gli utenti, invece, non rischiano e non rischierebbero nulla, a parte la chiusura del loro account e la perdita del tempo utilizzato per crescerlo.

In conclusione, personalmente non ho nulla contro chi sceglie di giocare su uno shard, ma mi piace solo mettere i puntini sulle “i” perché leggo spesso in giro (su Facebook, forum, community) una sorta di “lotta di regime” che mira a giustificare questo genere di iniziative (parlo della creazione e della esistenza degli shard) quasi come se si cercasse una scappatoia (inesistente) dai fatti. Aprite Shard, fateci quello che volete, ma non cercate di dargli una parvenza di legalità o di reclamarne un qualsiasi tipo di diritto. Perché non ce ne sono, neanche “per sbaglio”.

Insomma fate un po’ quel cazzo che vi pare, ma non rompeteci i coglioni se vi diciamo che siete dalla parte “sbagliata”. 🙂

Peace, love and ice scream.

Thelothian

About Thelothian

Amante della musica, artista digitale, padre felice, creativo (a volte), Apple-fan convinto, informatico, milanese ma non troppo, estroverso e chiaccherone… La mia vita è sempre in equilibrio tra fantasy, giochi di ruolo, arte, e la matematica rigidità delle tecnologie e dei bit. Alla fine, ciò che più mi importa, è non dimenticare l’eterno bimbo che alberga in me. Crescere ma rimanere curioso, e capace di stupirmi, esattamente come farebbe un bambino. Esattamente come faccio io, da sempre.

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